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La storia

Di quattro valori andiamo fieri, si diceva nell'introduzione: lavoro, famiglia, territorio e tradizione. Valori che ci accompagnano, interagendo l'uno con l'altro, da ormai cinque generazioni. La nostra ditta è sempre appartenuta solo a noi, tramandata di padre in figlio, radicata a una linea in cui storia ufficiale, lavorativa e famigliare si fondono completamente.

Nasciamo a Grosio, a quindici chilometri dall'attuale sede, negli anni a ridosso dell'Unità d'Italia, la più antica segheria ancora attiva (sia pure con continue evoluzioni) in provincia di Sondrio.
Era un'epoca fatta di fatiche sovrumane, con i pochissimi macchinari alimentati ad acqua. Anni in cui le lavorazioni avvengono ancora prettamente a mano, in cui a mano si caricano i segati su un carretto trainato a cavalli e in cui sempre a mano si scaricano. Anni in cui il lavoro garantisce la sopravvivenza del nostro patriarca, Domenico, e dei pochi lavoranti che lo assistono.
Nel 1926, alla sua morte, la segheria passa in mano al figlio primogenito Giovanni. A poco a poco la situazione dell'allora poverissima provincia migliora, il lavoro aumenta e la segheria si ingrandisce.

Nel 1947, finita la guerra che ha visto il paese di Grosio come centro nevralgico della Resistenza locale, Giovanni cede al figlio Giuseppe, il cui nome campeggia ancora nel nostro marchio. Ben presto il ridotto spazio disponibile nell'antica sede diventa insufficiente.

Il 1953 è quindi l'anno della svolta. Giuseppe abbandona il paese natio e acquista un terreno a Madonna di Tirano, a quattro passi dal Santuario della Beata Vergine cui è devotissimo. Su quel terreno impianterà una segheria finalmente moderna, nonchè la sua casa e, a poco a poco, quella dei sui figli. Sarà lui a costruire la ditta com'è oggi, sia per estensione che per ragione sociale.

Nel 1973, infatti, per sua decisione la denominazione diventa "Ghilotti Giuseppe e figli", pur mantenendo ancora per un decennio il ruolo di amministratore. Per figli, intende quattro maschi: Fausto (il primogenito), Teodoro (che impianterà il settore pavimenti), Felice e Aldo.

Nei primi anni Ottanta, Giuseppe cede il comando a Fausto, che gestirà gli affari di famiglia con i tre fratelli fino alla meritata pensione nel 2009 (dopo 62 anni di lavoro!).

Preso il timone della ditta, in totale cogestione, i tre fratelli rimasti hanno continuato la ultrasecolare tradizione, tramandando ai propri figli. Dei tre, mantiene il ruolo di amministratore il solo Teodoro, che si avvale dell'indispensabile aiuto del primogenito Giulio. Felice ha ceduto al figlio Franco, Aldo ad Andrea. Entrambi rimangono comunque presenti con il loto impagabile bagaglio di contatti, esperienze, conoscenze. In attesa della sesta generazione...